Afferrai il bicchiere e aspettai un segno dell’aldilà che continuasse a illuminarmi sulla storia del castello. Ormai gli eventi mi avevano abituato a una densa comunicazione col passato e col mistero. Eppure quel cimelio inciso a punta di diamante se ne stava lì, muto come una pietra.
Fissai per qualche minuto lo stemma dei Trapp, la doppia vu rossa, la pregiata ottarda d’oro. Mi rigirai il bicchiere tra le mani e lo interrogai ansioso:
"Ehi, ehi, c’è qualcuno? Rispondete, rispondete, per l’amor di Dio!" Ma il pezzo di vetro restava silenzioso e immobile come se non sentisse. A un tratto ripensai alle mie letture infantili e cominciai a sfregare il bicchiere fino a quando non venne fuori l’ombra di un cavaliere rinascimentale che si allungava nella stanza come il genio della lampada.
"E tu chi sei?" Sbottò lo spettro.
Mi presentai timidamente; e lui:
"Ah, un altro scocciatore al cospetto di Carlo (1470 c.a – 1550), fondatore del ramo di Beseno. Di certo avrai sentito dire di me e di come sedai la plebaglia di Levico nel 1525. Fui capitano e commissario imperiale e continuai a tenere in buon ordine codesto feudo come avevano fatto i miei ancestori. Mi battei tutta la vita contro la cricca dei volgari mercanti di Venezia per reclamare i territori che si liberavano dalla mia giurisdizione. Ma tutto questo è solo vanità. Ora non faccio che cercare di ricongiungermi con la mia sposa, la baronessa Wolkenstein. Nulla più sono per me quelle belluine imprese."
E mi indicò uno stemma sormontato da guerrieri.
FIGURA: Willkommglas (willkomm= benvenuto, glass=bicchiere) con stemma Trapp, vetro soffiato, dorato e inciso a punta di diamante, ca. 1550. Proveniente con tutta probabilità da Castel Beseno. Conservato al Getty Museum di Malibu.
AUTORE DEL CAPITOLO: Gaetano Vergara, Aitan




