venerdì, 26 maggio 2006

Quegli occhi... Gli occhi dell'uomo del dipinto erano fissi nei miei. Magnetici, imperiosi, attraversati da lampi. "E'... terribile..." sussurrai. In quel momento, il ritratto sembrò prendere vita, come se, lasciando la cornice, scivolasse verso di me.
"Terribile, è così che mi chiamavano" risuonò una voce profonda, piena d'echi. Era l'ombra di Osvaldo I Trapp (1511 circa – 1560), detto "il Terribile", sposo nel 1537 di Margherita Fuchs de Fuchsberg, signore di Beseno e Caldonazzo. "Eppure – continuò – io amavo queste terre, e lo splendore del castello fu per me ragione di vita"; si voltò verso il fondo del dipinto: dalla finestra si vedeva la sagoma di Castel Beseno immerso nella quiete del paesaggio. Osvaldo I aveva continuato l'opera di restauro del castello, dove risiedeva stabilmente, iniziata dal padre Carlo, divenendo uno dei personaggi più importanti della famiglia nel Cinquecento. Incalzò: "Sì, volevo che fosse fiorente e ricco d'arte...". Nel 1556 donò alla chiesa di S. Agata di Besenello un altare ligneo di sei statue, tuttora esistente. "Ma ingrati e facinorosi tormentarono me e la mia gente" la voce si fece buia. Sotto Osvaldo I, continuarono le violente liti con la comunità di Folgaria per diritti e decime, e intimidazioni e soprusi furono frequenti anche a Besenello e Calliano. "Straniero, ricordati di me, e bevi alla mia salute" disse in un soffio, come svanendo nell'aria. Il ritratto tornò al suo posto, e io vidi che, più in là, c'era un bicchiere. Lo stemma che l'ornava sembrava splendere.


FIGURA: Ritratto di Osvaldo I Trapp, 1554, conservato a Castel Coira. Dalla finestra sullo sfondo si intravede Castel Beseno con il paesaggio circostante.
AUTORE DEL CAPITOLO: Anna Mallamo

postato da: traifantasmi alle ore 13:35 | Permalink | commenti
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