venerdì, 26 maggio 2006

Esaminai l’anello rigirandolo tra le dita, poi strofinai la pietra azzurra, sperando che succedesse qualcosa. Ma era tutto inutile, e pensai che forse la storia era finita. Stavo per rinunciare, quando venne in mio soccorso un’intuizione improvvisa. Infilai l’anello al mignolo della mia sinistra e subito udii un gemito: "Oh, Maria, se tu m'avessi amato!"
Poi apparve una figura esile, avvolta in una vestaglia di broccato, il passo malfermo, lo sguardo di chi è stanco di sopravvivere ai suoi ricordi.

Si presentò con tono ufficiale e solenne: "Eccomi, viandante, sono Giuseppe Osvaldo Sigismondo (1693 – 1770), conte di Trapp, Presidente della Camera di Rappresentanza di Innsbruck". Poi, in tono più dimesso: "O per meglio dire, questo ero quando ancora calcavo il palcoscenico del mondo. Ma a che giova essere ricco e potente, se il cuore ha cessato di palpitare da anni? Donai questo anello a Maria Teresa nel 1734. Aveva diciassette anni e io – pur già sposo e padre – l'amavo come fosse il primo amore! Ma lei era destinata al trono dell'Impero e io a servirla, ma non come servo d'amore. Fu lei – imperatrice d’Austria e del mio cuore – a nominarmi regio ufficiale per il Tirolo nel 1749. Il giorno stesso della nomina mi restituì l'anello, impedendomi di sperare oltre, e da quel momento sono vissuto come un moribondo che invoca la morte.
Ora lasciami libero, viandante, e se la tua sete di storie ancora non è placata, prendi la lente d'ingrandimento che vedi laggiù, sullo scrittoio. Addio!
"

Tolto l'anello, tacque il fantasma. E io fui di nuovo solo, immerso nel vasto silenzio di quella sala.

FIGURA: Anello di oro fuso inciso, smalto nero, zaffiro blu sfaccettato.
AUTORE DEL CAPITOLO: Luca Tassinari
postato da: traifantasmi alle ore 13:04 | Permalink | commenti
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