venerdì, 26 maggio 2006

Sulla piccola targhetta di ottone, tirata a lucido da poco, era incisa questa scritta:

Tua Caterina
Contessa Kűnigl

Presi l'arma tra le mani e non appena guardai dentro la canna, uscì un vapore denso e grigio ed un fantasma che tossiva a più non posso. Era Giovanni Nepomuceno (1714 –1758), Barone di Beseno e di Caldonazzo. Ai suoi tempi il castello si era trasformato in una tranquilla residenza di campagna, ed aveva perso gran parte dell'importanza militare e politica che aveva rivestito nel passato. Negli ultimi anni di vita, Giovanni Nepomuceno fu anche Camerlengo Imperiale e Consigliere Segreto.

"Mia moglie. Tanto bella quanto strega. Il giorno del nostro diciassettesimo anniversario di nozze, mi ritrovarono ucciso da un colpo di questo schioppo, conficcato nel cuore. La Contessa non perse tempo a farmi seppellire nella cappella di Beseno, e spartirsi i miei beni con il suo amante e nostro figlio Gasparre Ignazio."

E senza dire altro, fluttuò lentamente verso di me, mi trapassò, e raggiunse il muro opposto, e scomparve dentro un grosso armadio, che portava lo stemma della casata. Posai lo schioppo al suo posto, e seguii quell'anima sino all'armadio con le insegne di Carlo.

FIGURA: Schioppo da caccia – sec XVIII – Legno di noce, ottone, acciaio. Lunghezza mm 1567.
AUTORE DEL CAPITOLO: Alice Avallone


postato da: traifantasmi alle ore 12:56 | Permalink | commenti
Commenti

categoria: